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Carry Trade, definizione.

Il carry trade è una pratica speculativa, che consiste nel prendere a prestito del denaro nei paesi con i tassi di interesse più bassi (tipico il caso di yen e franco svizzero), per cambiarlo nella valuta di paesi con un rendimento degli investimenti maggiore in modo sia da ripagare il debito contratto sia da ottenere un guadagno con la medesima operazione finanziaria. Ad esempiolo yen viene cambiato con l'euro, che rende il 3,75% a breve, e il dollaro, dove le obbligazioni a tre mesi rendono il 5% e si possono trovare prodotti finanziari a tassi ben più alti. Dall'andamento del cambio EUR/USD, e dalla forbice tra i due tassi (3,75% contro 1,75%) si nota però che oltre a yen e franco svizzero la pratica del carry trade sia diventata usuale anche con il dollaro in rapporto al cambio con l'euro.

Solitamente per mettere in atto un'operazione di carry trade vengono scelte monete che godono di un cambio stabile nel tempo mentre l'investimento è rivolto a strumenti a basso rischio, quali titoli di Stato. Questa pratica è utilizzata da chi gestisce grossi fondi e patrimoni globali, i quali usando un effetto leva molto alto guadagno cifre considerevoli (esponendosi altresì ad alti rischi, nel caso in cui la moneta venduta si rivaluti).

Prendiamo come esempio la situazione economica del Giappone fino a qualche mese fa: in questo caso gli investitori stranieri operavano in un mercato che presentava, in maniera pressoché stabile negli ultimi anni un tasso di interesse dello 0,25% (da poco alzato allo 0,50%): il disallineamento dei tassi rispetto alla media internazionale consente di prendere a prestito denaro in yen ad un "prezzo" molto basso, di cambiarlo in valute straniere che vengono investite in titoli di stato o altri strumenti finanziari a rischio nullo e che presentano un rendimento del 3% o superiore. L'investitore guadagna, in tal modo, sul differenziale fra i tassi di interesse: scaduto il titolo di stato, il denaro viene infatti riconvertito dalla moneta straniera in yen per pagare il debito contratto in Giappone.

Il rischio di questi investimenti è che il cambio tra le due valute non resti sostanzialmente invariato dal momento in cui viene contratto il prestito in Giappone a quello in cui viene restituito, ma che la moneta venduta, in questo caso lo yen, si rivaluti. Infatti se essa si rivaluta più della differenza tra il rendimento e il tasso di interesse dello yen l'operazione va in perdita.

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