L' aumento di capitale unicredit nel 2010, già autorizzato dalla Consob, è iniziato lunedì 11 gennaio 2010. L' aumento di capitale unicredit prevede l' emissione di azioni ordinarie del valore nominale di 0,50 euro ciascuna e godimento regolare, da offrirsi in opzione agli azionisti titolari di azioni ordinarie ed ai portatori di azioni di risparmio della società, al prezzo di 1,589 euro per azione, di cui 1,089 euro a titolo di sovrapprezzo, nel rapporto di 3 azioni ordinarie di nuova emissione ogni 20 azioni ordinarie e/o di risparmio possedute. Per ottenere le nuove azioni dovrete esercitare i diritti d' opzione UCGAZA.
I diritti di opzione devono essere esercitati dall’ 11 gennaio 2010 al 29 gennaio 2010 in Italia e saranno negoziabili sull’ MTA dall’11 gennaio 2010 al 22 gennaio 2010. L' aumento di capitale unicredit riguarderà la borsa di Francoforte e quella di Varsavia, oltre a quella italiana.
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L’ operazione comporterà l’ emissione di 2.516.889.453 nuove azioni ordinarie, al valore nominale di 0,50 euro ciascuna. Ciò comporterà un aumento del capitale sociale di ammontare pari a 1.258.44726,50, mentre il controvalore complessivo dell’ operazione stessa, risulterà pari a 3.999.337.340,82 euro, circa 4 miliardi di euro.
Il prezzo per ogni nuova azione indicato da unicredit incorpora uno sconto di circa il 29% con riferimento al prezzo teorico ex diritto, calcolato sulla base del prezzo ufficiale del 6 gennaio 2010. I diritti di opzione potranno essere esercitati, dall’ 11 gennaio 2010 al 29 gennaio 2010.
Come si comporteranno i grandi soci dell’ istituto durante l' aumento di capitale di unicredit? La Banca Centrale della Libia che controlla il 4,34% aderirà sicuramente, il consueto silenzio contraddistingue invece Cariverona, maggior azionista con 5,72 per cento, che ha in programma un cda per una decisione formale a metà della prossima settimana. E lunedì riunirà il board anche Crt Torino (3,15% del capitale della banca) per prendere atto delle modalità dell’adesione all’aumento. Intanto CrTrieste (azionista con una quota dello 0,4%) conferma il proprio impegno e punta una fiche anche sull’adesione delle altre fondazioni.
Alessandro Profumo ha comunicato di aver partecipato all’aumento di capitale. Il manager ha così dato il suo segnale di fiducia ai mercati. Come detto sopra anche alcuni tra i maggiori azionisti della banca, come le Fondazioni, hanno annunciato ufficialmente che sottoscriveranno le azioni di loro competenza.
L’offerta è assistita dalla garanzia di un consorzio coordinato e diretto da Bofa Merrill Lynch, Credit Suisse, Goldman Sachs, Mediobanca e Ubs, che si sono impegnati a sottoscrivere le azioni che rimarranno eventualmente non sottoscritte.
Di seguito trovate qualche informazione sull' aumento di capitale che unicredit lanciò nel 2009:
Aumento di Capitale Unicredit 2009
L' operazione di aumento di capitale da 3 miliardi proposta dal Cda di Unicredit è iniziato oggi 5 gennaio 2009. Il capitale di UniCredit sarà aumento di 973 milioni azioni ordinarie, ciascuna delle quali sarà collocata ad un prezzo di 3,083 euro. L' aumento di capitale unicredit interesserà tre piazze azionarie: quella italiana, quella tedesca, e quella della Polonia. Verranno offerte azioni con un rapporto di 4 nuove azioni per ogni 55 azioni ordinarie e/o risparmio possedute.
I diritti Unicredit AXA verranno consegnati ai possessori di azioni del gruppo. Questi diritti di opzione potranno essere negoziati a Piazza Affari dal 5 al 16 gennaio 2009, mentre l’esercizio dei diritti potrà avvenire dal 5 al 23 gennaio. Questi si troveranno in portafoglio dal giorno di inizio dell' Adc, cioè dal 5 gennaio. Per averli dovrete detenere l' azione in portafoglio il giorno prima dell' inizio dell' aumento di capitale, cioè il 2 gennaio. Per saperne di più leggete Aumento di Capitale e diritti AXA.
La quota eventualmente non sottoscritta dell' aumento di capitale sarà recuperata con l' emissione di un prestito obbligazionario caches, convertibile in azioni UniCredit, per un massimo di 3 miliardi di euro che potrà arrivare a coprire per intero l'ammontare della ricapitalizzazione.
Si tratta in altre parole di un' operazione variabile che si configura per una parte - al momento non definibile - in un'operazione di aumento di capitale e per il resto in un'operazione di debito, con l' emissione di un bond convertibile cashes, a seconda di quelle che saranno le condizioni del mercato. Il collocamento dei Cashes a copertura della quota non sottoscritta dall'Adc è affidato a Mediobanca, sulla base di un apposito mandato che prevede che questi bond convertibili saranno venduti mediante un collocamento privato e non con un' offerta pubblica. Le nuove azioni oggetto del prestito obbligazionario non avranno nessun diritto di voto e non beneficeranno di alcun dividendo fino alla conversione.
Ultimo giorno domani 23 gennaio per aderire all' aumento di capitale. Come da aspettative nessuno ha aderito, chi infatti avrebbe comprato a 3 euro azioni che oggi valgono 1,30? Resta solo il rammarico per chi, avendo acquistato i diritti unicredit Axa, ha perso tutto il capitale investito.
Terminato l' aumento di capitale senza adesioni, il rafforzamento patrimoniale avverrà ora con l' emissione delle obbligazioni cashes. Slitta dal 9 al 16 febbraio la ricapitalizzazione di Unicredit. L' operazione, che prevede l' emissione delle obbligazioni Cashes per un ammontare di 3 miliardi euro, si è arenata per volontà del principale azionista, la Fondazione Cariverona. Infatti, dopo che è andato deserto l' aumento di capitale rivolto al pubblico, il programma di Unicredit era quello di raccogliere soldi da un gruppo di investitori istituzionali che si sono impegnati a sottoscrivere i Cashes. Fra questi, la fondazione Cariverona, primo azionista con il 5% della banca, si era impegnata a sottoscrivere 500 milioni di euro, ma al momento il suo cda non ha ancora deliberato l'investimento. Il ritardo da parte della Fondazione Cariverona sarebbe motivato da contrasti fra gli azionisti sul prossimo rinnovo dei vertici della banca. Secondo indiscrezioni, i veronesi non vorrebbero la riconferma dell'attuale presidente, Dieter Rampl, appoggiato invece dalle altre fondazioni azioniste.
Cosa sono le obbligazioni cashes?
Le obbligazioni cashes sono strumenti finanziari che danno la facoltà a chi li sottoscrive della conversione in azioni ordinarie UniCredit. Tali strumenti sono remunerati con una cedola pari all' Euribor a tre mesi maggiorato di una quota fissa pari a 450 basis point (rendimento totale lordo: 4,5% + euribor) e il loro prezzo di conversione è fissato a 3,083 euro. Potranno essere convertiti dopo 40 giorni dall' emissione e saranno convertiti automaticamente in azioni qualora la quotazione del titolo ordinario UniCredit ecceda del 150% il valore di conversione a partire dal settimo anno.
All' aumento di capitale si affianca la destinazione a capitale di 3,6 miliardi di dividendi 2009, il pagamento del dividendo avverrà infatti in azioni anziché in denaro contante. In totale quindi le misure di rafforzamento patrimoniale approvate dal consiglio d'amministrazione di UniCredit ammontano a 6,6 miliardi di euro.
Con l'attuazione di queste misure - tra cui anche un piano di riduzione di costi e la valorizzazione del patrimonio immobiliare per oltre 1,5 miliardi - la banca vuole aumentare il Core Tier 1, portandolo al 6,7%, per rafforzare la base patrimoniale della società in un contesto di mercato caratterizzato da incertezza e alta volatilità. Per chi non lo sapesse il Core Tier 1 è un indice di patrimonializzazione delle banche, costituito da patrimonio e riserve depurati di azioni proprie e attivi immateriali con l' esclusione degli strumenti innovativi di capitale.
Sempre per rafforzare il Core Tier 1 UniCredit ha deciso di cedere, senza limiti temporali, le proprie azioni detenute in portafoglio, pari a n. 170.833.899 azioni ordinarie, ed ha fissato un corrispettivo minimo non inferiore alla quotazione di mercato del 14 novembre diminuita del 5%; la cessione potrà essere effettuata in borsa o fuori borsa, a pronti e/o a termine, anche tramite strumenti convertibili o con l'utilizzo di contratti derivati, con l'obiettivo di massimizzare gli effetti economici e patrimoniali.