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Beni rifugio: Diamanti

Durante le crisi dei mercati finanziari tutti vanno alla caccia dei beni rifugio. Chi compra l'oro, chi le materie prime, ci sono poi quelli che preferiscono gli immobili, chi i tappeti o i quadri. In tempi "duri" come quelli attuali però, anche sui così detti beni rifugio assistiamo a crolli da paura, un esempio su tutti è il petrolio: qua un articolo sul petrolio.
Se allora le azioni vanno a picco e nemmeno le materie prime tengono, se i bond assicurano un guadagno inferiore all'inflazione, se un normale conto corrente ti dà due lire, cosa fare?

Un alternativa c'è. All'appello dei beni rifugio ne manca uno: i Diaman
ti. Proprio nel 2008 infatti, la domanda nel mondo dei preziosi diamanti è cresciuta del 15%. Considerati come un bene difensivo e, da non confondere con le pietre colorate come zaffiro o smeraldo, troppo difficili da valutare e con rendimenti altalenanti.
I diamanti garantiscono un monitoraggio dei prezzi da parte di società specializzate e una crescita di valore graduale ma costante. Non sono certo il massimo per speculare ma l'ideale per chi cerca un parcheggio sicuro e ben remunerato della sua liquidità.
Come si nota dal grafico accanto, le quotazioni dei diamanti negli ultimi 16 anni hanno battuto sia l'andamento del prezzo dell'oro sia dell'inflazione, crescendo dal 1992 a oggi del 147,46% quando invece l'oro si è fermato a solo un +53,62%. Il diamante offre quindi un rendimento di lungo periodo sicuro e di maggiore certezza, con una volatilità inferiore rispetto agli altri beni rifugio. Per questi motivi l' acquisto è adatto soltanto a chi non ha fretta.

Chi avesse intenzione di investire in diamanti, al massimo il 10% del portafoglio, deve abbandonare ogni logica speculativa, dato che le quotazioni di queste pietre crescono in media del 1-1,5% a trimestre.

Come investire in diamanti?
Non dovrete recarvi nella più vicina e rinomata gioielleria, vi basterà andare in banca che offra servizio di consulenza e intermediazione. I principali istituti di credito offrono un servizio per investire in diamanti, affidandosi alle stime di società esterne, tra cui Rapaport Trading e Intermarket Diamond Business, che monitorano il mercato, comunicando le quotazioni delle pietre nel tempo. Sarà poi l' istituto di credito stesso a ordinare le pietre e a custodirle per il cliente in una cassetta di sicurezza. L' acquisto è quasi gratuito, mentre sulla vendita viene applicata una commissione di intermediazione elevata, che decresce con il passare del tempo: se i diamanti vengono venduti entro 5 anni la commissione di intermediazione varia tra il 10 e il 20% del prezzo, mentre dopo dieci anni scende sotto il 10%.

Una volta deciso di investire in diamanti dobbiamo scegliere la pietra. Da preferire quelle di colore compreso tra F (top eseelton) e I (top crystal) con una caratura compresa tra 0,5 e un carato, perchè sono le più commerciali e permettono quindi di uscire dall'investimento in tempi brevi. La pietra deve poi essere il più possibile rara e, cosa più importante, dobbiamo sempre pretendere un certificato di qualità valido a livello internazionale. Il certificato che deve indicare taglio, colore, purezza, caratura, composizone chimica e provenienza geografica è indispensabile per il buon esito dell'investimento. Il prezzo unitario delle pietre, a seconda delle caratteristiche, varia da 4500 a 60 mila euro.

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