Continua la discesa dei prezzi dei carburanti, che seguono il trend ribassista del greggio, sceso negli ultimi giorni sotto i 50$ al barile. Agip, il market leader, ha ritoccato ancora i listini al ribasso, portando benzina e gasolio allo stesso livello a 1,169 euro per litro. Nonostante il petrolio sia ai minimi da tre anni, le associazione dei consumatori non si stancano di ripetere che le compagnie petrolifere sono molto più rapide a seguire le impennate del greggio piuttosto che le riduzioni.
«Il ritardo nell'adeguamento dei prezzi dei carburanti non è solo italiano, ma riguarda tutta Europa - spiega il presidente di Nomisma Energia -. Per una volta non è una peculiarità italiana: «Ci sono Paesi europei che stanno ritardando nell'adeguamento dei prezzi alla pompa più dell'Italia». Eppure, da sempre nel nostro Paese i carburanti costano 3-4 centesimi in più. Perchè? «Si tratta di una differenza strutturale - risponde Tabarelli - la nostra rete di distribuzione è poco efficiente e aumenta i costi. Basta pensare che in Italia abbiamo 22mila punti vendita: un quinto di quelli di tutta europa. Ne andrebbero chiusi 5mila fuorinorma e inefficienti».
La storia va avanti ormai da mesi. Il prezzo del petrolio cala e il costo dei carburanti alla pompa scende, il problema è che lo fa molto lentamente. Lo scorso 11 luglio, quando le quotazioni del petrolio a New York hanno raggiunto il record di 147,27 dollari al barile, un pieno di verde o gasolio costava tra i 1,539 e i 1,553 euro al litro. Oggi, il crude oil quota 50 dollari mentre gasolio e benzina costano circa 1,16.
Da luglio ad oggi quindi il prezzo dei carburanti è sceso del 27,5 % a fronte di un crollo del petrolio del 67 %, sono queste le cifre che sempre più spesso infiammano il dibattito sul caro benzina.
Ma come stanno davvero le cose?
Facciamo un pò d'ordine chiarendo un aspetto essenziale: il prezzo dei caburanti non dipende direttamente ed esclusivamente da quello del greggio. Le compagnie petrolifere vendono al prezzo stabilito dall'agenzia Platt's a livello internazionale: oggi è di 22 centesimi al litro per la benzina e 37 per il gasolio.
I prezzi alla pompa vegnono poi determinati sommando a questo valore un margine lordo a copertura di tutti gli altri costi: trasporto, margine gestore, investimenti punto vendita, pubblicità, promozioni. Negli ultimi 4 anni e mezzo il margine lordo per benzina e gasolio è stato di 14 centesimi al litro. Infine, le accise: 56 centesimi per la benzina e 42 per il gasolio. Poi, l'Iva: 18 centesimi per la verde e 19 per il diesel. Sulla base di queste rilevazioni Nomisma Energia calcola un prezzo "ottimale" alla pompa di 1,10 euro al litro per la benzina e 1,11 euro al litro per il gasolio. Alla pompa, invece, paghiamo 1,16: 6 centesimi in più di quanto dovremmo (5 centesimi per il gasolio), a fianco il grafico.
Il 55% del prezzo della benzina va in tasse. Nel 2007, secondo i dati dell'Aci, gli italiani hanno speso 39,4 miliardi di euro (+1,4% rispetto al 2006) per il carburante. Di questi, 21,8 miliardi sono andati al fisco (+1,7%). Il prelievo fiscale ha dunque inciso per il 55%. Vi posto ora una una lista di accise sulla benzina che trovo assurdo dover pagare ancora oggi:
- 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
- 14 lire per la crisi di Suez del 1956;
- 10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
- 10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966;
- 10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
- 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
- 75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980;
- 205 lire per la missione in Libano del 1983;
- 22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
- 0,020 euro per rinnovo contratto autoferrotranviari 2004
Il tutto per un totale di 486 lire, cioè 0,25 euro, di accise totalmente inutii. Queste sono solo una parte delle accise sulla benzina che paghiamo. Il buon senso vorrebbe che al cessare della causa che determina una tassa, dovrebbe cessare la tassa stessa. In Italia invece non è così. Anzi, su queste accise che in sostanza sono tasse, viene applicata anche l’Iva, una tassa sulla tassa!!! Viene da chiedersi come mai queste tasse non siano mai state tolte.
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