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BoT e investimenti alternativi

Quando l'azionario fa paura e i fondi d'investimento non piacciono, tre perole ci vengono in mente: pochi, ma sicuri. Di questi tempi al risparmiatore che vuole gestire la propria liquidità non sembra poi importare molto altro. Non si spiegherebbe altrimenti la corsa all'acquisto dei BoT (buoni ordinari del tesoro), che stanno facendo il pieno di richieste fra la clientela retail.

Molto alto quindi l'interesse per i Bot, nonostante i rendimenti netti dei titoli di Stato, che complice il taglio dei tassi operato dalla BCE, sono scivolati sotto il 2% per la prima volta negli ultimi tre anni. Al risparmiatore tutto questo non interessa: l'importante è parcheggiare la liquidità in sicurezza e semplicità, due qualità che il BoT sembra racchiude perfettamente.
La rincorsa ai Buoni ordinari del Tesoro è tale che, i prodotti introdotti sul mercato dalle banche nel tentativo di intercettare flussi di liquidità, sempre più preziosa vista la crisi finanziaria, rischiano di finire in secondo piano. Strumenti in alcuni casi anche più efficienti e redditizi del BoT, come dimostra lo schema qui accanto, sui rendimenti ottenibili negli ultimi 12 mesi attraverso le diverse forme di impiego del denaro a breve termine. Da notare come solo gli Etf abbiano battuto l'inflazione.

Alternative ai BoT.
I pronti contro termine ( con un rendimento del 3,44%) e i conti online (3,35%) sono stati in grado di fare meglio del titolo di Stato (che pure ha portato nelle tasche del risparmiatore un guadagno del 3,16% al netto di ritenuta fiscale e commissioni di acquisto), ma soltanto a patto di vincolare il denaro in una delle diverse forme proposte. Il conto deposito puro e semplice, con o senza promozioni, resta indietro (anche se garantisce la disponibilità giornaliera delle somme versate), così come i fondi comuni di liquidità (2,41%) e i buoni fruttiferi postali (2,34%).
Per battere il BoT, insomma, è stato necessario tenere impegnato il denaro per un certo periodo, come lo stesso titolo di Stato richiede. In alternativa si sarebbe potuto acquistare uno dei «cloni» che replicano l'indice monetario EuroMts Eonia, un certificato d'investimento (3,4%) o un Etf (l'unico strumento, come detto, a superare anche l'inflazione di periodo, fissata al 3,5%) che da oltre un anno sono quotati a Piazza Affari e che, a conti fatti, hanno rappresentato il modo più efficiente per gestire la liquidità.

E per il prossimo futuro? L'incognita tassi
L'unica certezza è che vincolandosi a un BoT o a un Buono postale (che già hanno un tasso prefissato) non si riuscirà a spuntare neanche il 2% annuo netto, ma è il segno dei tempi. Vista l'attuale crisi economica e finanziaria, il costo del denaro è infatti destinato a scendere ulteriormente e con esso anche i rendimenti degli strumenti collegati in via più o meno diretta: dagli Etf e dai certificate fino a quei conti deposito il cui interesse è indicizzato alle mosse della Bce. Ma se il futuro riserva rendimenti più magri per gli strumenti di liquidità, i risparmiatori si potranno consolare con un allentamento della morsa dell'inflazione, che gli economisti pronosticano ormai prossima a tornare sotto il 2 per cento.

Cosa sono i BOT?
I Bot, Buoni Ordinari del Tesoro, sono titoli di Stato, denominati in euro e privi di cedole, il cui rendimento è dato dalla differenza tra il prezzo di sottoscrizione e il valor nominale di rimborso; sono emessi con scadenze su un orizzonte temporale breve di 3, 6 e 12 mesi. I Bot in sostanza rappresentano un debito a breve termine del Tesoro.

Cosa sono gli ETF?
Gli Exchange Traded Funds (sigla ETF, letteralmente "fondi indicizzati quotati") sono una particolare categoria di fondi, le cui quote sono negoziate in Borsa in tempo reale come semplici azioni. Gli Etf replicano passivamente la composizione di un indice di mercato (geografico, settoriale, azionario o obbligazionario) e di conseguenza anche il suo rendimento. Gli Etf si caratterizzano come una via di mezzo tra un azione e un fondo e consentono di sfruttare i punti di forza di entrambi gli strumenti. Così acquistando un Etf, è possibile realizzare la diversificazione e la riduzione dei rischi tipica di un fondo di investimento, scambiando le quote del fondo come una normale azione.

Di Bot ed ETF parleremo più approfonditamente nei prossimi post.
E ora spazio ai vostri commenti.

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