La crisi finanziaria ed economica è di quelle terribili, tra le peggiori della storia. Per rimediare le proposte sono state diverse dato che nessuno sa bene come uscirne. Tra queste è emersa quella di consentire alle banche di entrare nel capitale delle imprese anche con quote di maggioranza, quasi un "Iri privato" del ventunesimo secolo. L’operazione volta a risolvere i problemi di liquidità delle aziende, ne creerebbe altri al tessuto economico italiano. Dove prenderebbero i soldi le banche per fare investimenti così massicci? Poichè le stesse banche sono in crisi di liquidità il finanziamento dell’operazione dovrebbe essere cercato altrove. Molto probabilmente il finanziamento verrebbe dallo Stato, direttamente o tramite la Cassa depositi e prestiti. Lo Stato diventerebbe una sorta di azionista "occulto", perché il finanziamento avvrebbe tramite strumenti finanziari senza diritto di voto quali obbligazioni o azioni con forti privilegi nella misura degli interessi o del dividendo. In questo modo, lo Stato non sarebbe azionista, non gestirebbe le aziende industriali, ma si limiterebbe a esserne il finanziatore. Il gestore di fatto e di diritto sarebbe la banca, che negli ultimi anni non ha dato prova di essere migliore degli imprenditori che si appresterebbe a sostituire.
Oltre tutto quali vantaggi ne trarrebbe l'azienda? Se le banche creditrici diventassero azionisti di maggioranza, sarebbero loro a votare ed influenzare management e gestione. Questo a discapito, secondo me, del fine dell' azienda, quell' equilibrio economico a valere nel tempo che certo non rientrerebbe totalmente nell' interesse della banca.
Oltre tutto dal punto di vista creditizio non c’è alcun vantaggio dall’ingresso di una banca commerciale nel capitale di un’impresa. Anzi, c’è il rischio che, appesantendo lo stato patrimoniale della banca con partecipazioni di scarso valore economico o con problemi di bilancio, si determini una riduzione della capacità di credito della stessa banca, aggravando la crisi di liquidità dell’intero sistema. Concludendo l'idea di far entrare le banche nel capitale delle aziende non può che peggiorare la situazione.