Gli Hedge Fund si difendono davanti al Camera dei Rappresentanti a Washington (la commissione di controllo sull'operato del Governo), prendendo le distanze dall'accusa di avere delle pesanti responsabilità nell'evoluzione della crisi dei mercati finanziari, da cui è ormai stata contagiata anche l'economia reale. A sostenere la difesa ci sono 5 big degli Hedge Fund, in testa George Soros, accompagnato da quattro manager di spicco, tutti accomunati da una singola caratteristica, aver guadagnato oltre 1 miliardo di dollari l'anno scorso: John Paulson, Philip Falcone, James Simons e Kenneth Griffin.
Di Hedge Fund avevamo già parlato, in merito vi consiglio di leggervi l'articolo sugli Hedge Fund in crisi e quello su Petrolio e Speculazione.
George Soros ha difeso le pratiche e i profitti dei fondi speculativi: «La bolla è ormai scoppiata. Siamo nel mezzo della peggior crisi finanziaria dagli anni 30 - ha detto Soros - e gli hedge fund verranno decimati. Credo che la quantità di denaro che gestiscono calerà fra il 50 e il 75 per cento. Sarebbe un grave errore peggiorare ulteriormente questa vendita forzata che sta travagliando i mercati aggiungendo nuove regolamentazioni punitive o mal concepite». Soros ha poi continuato: «Chiaramente gli hedge funds usano il credito e contribuiscono all'instabilità del mercato in tempi come questi. Si devono trovare regole appropriate. Ma dobbiamo stare attenti a non esagerare con le regole. L'eccessiva deregolamentazione ha inflitto enormi perdite al pubblico, e ci sono chiari rischi che il pendolo ora esageri dall'altro lato». E' infatti forte, nel finanziere ungherese, il timore che complicare la vita ai fondi in un momento in cui gli investitori fuggono, equivarebbe a decretarne la fine.
La commissione della Camera, guidata dal democratico Henry Waxman, non ha il potere di esprimersi sugli hedge fund, ma la decisione di convocare le audizioni di oggi va considerato come un chiaro segnale che la prossima amministrazione di Barack Obama intende cambiare le regole. Questo anche perché è cambiata la natura di chi investe negli hedge fund. Se una volta si trattava per lo più di investitori molto ricchi e con solida conoscenza dei mercati, ora la base di clienti si è allargata a includere i fondi pensione e molti risparmiatori privati, che non hanno adeguate conoscenze del mondo della finanza.
Chi investe in questi fondi ha il diritto di sapere quali sono gli investimenti fatti, su che tipo di asset si è puntato e quanto valgono questi. Al momento infatti gli hedge godono di una situazione di previlegio per cui non sono costretti a riportare pubblicamente la composizione dei loro portafogli, la loro esposizione debitoria o le loro strategie. Eppure con asset calcolati complessivamente in 1.700 miliardi di dollari (erano 1900 miliardi a fine agosto), questi fondi rappresentano una parte fondamentale dei mercati e secondo alcune stime incidono per più del 30% sul trading totale. Sono stati loro, ad esempio, a favorie la salita repentina dei prezzi del petrolio e delle materie prime, come già detto nel post su Petrolio e Speculazione. Per non parlare del loro ruolo nei violenti movimenti che hanno interessato il mercato del Forex, come ad esempio la svalutazione dell'euro verso yen e dollaro, a causa della chiusura delle posizioni di carry trade, di cui avevamo parlato nell'articolo Hedge Fund in crisi.
Un ultimo appunto, da notare il valore degli asset 1700 miliardi, erano 1800 miliardi di dolari a settembre e 1900 ad agosto. In due mesi la svalutazione è stata di 200 miliardi di $. Situazione sempre più grave quindi per i fondi d'investimento, sopratutto se consideriamo le richieste di ritiro degli investimenti che presenteranno gli investitori, a fronte di questa performance negativa, nei prossimi mesi.
Aggiornamento Dicembre
Lentamente tutti le grandi società di gestione ricorrono al blocco dei riscatti per frenare l'emorragia che sta attraversando tutta l'industria hedge.
GLG Partners ha detto di voler sospendere i riscatti per due suoi fondi. La società britannica ha specificato che a causa delle avverse condizioni di mercato che si sono abbattute sui alcuni fondi, ha deciso di sospendere le redemptions, cioè le richieste di riscatti, relative al fondo GLG Market Neutral Fund e per il GLG Credit Fund.
Quest’ultimo fondo ha perso il 35% del suo valore alla fine di settembre mentre il fondo Market Neutral lascia sul terreno il 29% del suo patrimonio. Entrambi i fondi hanno risentito particolarmente della dislocazione di capitali di ottobre, così come delle perdite sul mercato dei bond convertibili e dei mutui.
GLG si accoda così ad altre società hedge che hanno deciso il blocco delle redemptions onde evitare ulteriori deprezzamenti di valore per gli asset dei suoi fondi. Le scorse settimane altre società leader nel mondo hedge, come RAB Capital Plc e Blue Mountain Capital Management LLC, sono ricorse al blocco dei riscatti per evitare ‘fire sale’ sul mercato.