L'industria finanziaria si sta preparando ad una drastica riduzione di personale, l'obbiettivo delle banche è un deciso taglio dei costi per fronteggiare le prospettive di una crisi ancor più dura nel 2009. I tagli occupazionali dovrebbero concentrarsi soprattutto nei settori dell'investment banking e del trading business: i più colpiti dal congelamento dei mercati. Qua trovate anche il numero dei licenziamenti per banca.
Bischoff, presidente di Citigroup, parlando dei licenziamenti ha affermato che vi è stato un allargamento poco previdente del numero dei dipendenti, effettuato in tempi di "vacche grasse": è logico quindi che in momenti come questi perdano il posto di lavoro in migliaia. I licenziamenti ricadranno in modo particolarmente pesante sulle "capitali" della finanza, Londra e New York. Le due città, centri nevralgici della finanza mondiale, continueranno quindi a piangere i massicci licenziamenti in atto nel settore dei servizi finanziari.
La crisi del settore finanziario accelererà nei prossimi mesi e gli esuberi bancari raddoppieranno da 170mila posti persi nel mondo dall'inizio del 2007 a 350mila entro metà 2009. Lo ha detto Brian Sullivan, amministratore delegato della società di ricerca del personale CTPartners. Riduzioni di tale ampiezza equivarrebbero al 20 per cento dell' organico che gli istituti finanziari avevano su scala mondiale prima della crisi.
Le banche si stanno quindi affrettando a tagliare i posti di lavoro, in una fase in cui la paralisi dei mercati del credito pesa sulle entrate delle banche, zavorrate già dai miliardi di dollari di svalutazioni e perdite. La peggiore crisi finanziaria dalla Grande depressione cambierà i connotati dell'investment banking, settore in cui gli istituti vedranno ridursi la capacità di indebitarsi per stimolare i rendimenti, ha continuato Sullivan.
Senza il ricorso massiccio all'indebitamento che era proprio del sistema, gli affari di alcune di queste grosse banche d'investimento semplicemente evaporeranno e si tornerà alle banche d'investimento degli anni '60 e '70. Sul tema dell'indebitamento delle banche e sull'utilizzo massiccio della leva finanziaria, il così detto leverage, è interessate un studio di Friedman, Billings, Ramsey Group, conosciuto come FBR. Le più importanti banche USA utilizzano ancora una leva pari a “30”. Una leva degna del trader più spregiudicato, a fronte di un patrimonio di 400 miliardi di $, hanno attività per circa 12.000 miliardi. Vi sembra tanto normale? Tenete conto che l'hanno pure diminutia.
CTPartners, che ha lavorato con Citigroup e JPMorgan Chase, sta spostando i propri cacciatori di teste dal settore finanziario verso altri settori, come quelli farmaceutico e delle energie rinnovabili, a fronte del crollo della domanda di manager della finanza. I banchieri d'affari classici, i consulenti, comunque non scompariranno; le persone per le quali ci sarà meno domanda saranno quelle altamente orientate ai modelli quantitativi, matematici e per lo sviluppo dei prodotti.