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In arrivo il taglio della produzione di petrolio

L'ultima seduta della settimana scorsa è stata contraddistinta dalle enormi vendite che hanno colpito il mercato petrolifero. Il crude oil Wti ha raggiunto il livello minimo degli ultimi quattro anni a causa delle tensioni riguardo a un forte calo della domanda. Il barile quotato a New York ha chiuso a 40,81 dollari. In una settimana il prezzo del petrolio americano ha perso il 25% del suo valore, la più forte discesa dal gennaio 1991 quando si chiuse la prima Guerra del Golfo.

Qui a fianco il grafico del future sul petrolio degli ultimi mesi, ipotizzando un conteggio con la teoria di elliott potremmo essere alla fine della discesa (almeno per il momento), in concomitanza anche delle decisioni che prenderanno i paesi produttori di petrolio.

Infatti, in risposta al crollo delle quotazioni, nel corso dello scorso weekend esponenti dell' Opec hanno lasciato intendere che sono in arrivo significativi tagli alla produzione. Nonostante il 1 dicembre, al vertive del Cairo, l’Opec ha lasciato invariata la sua produzione giornaliera di petrolio, il segretario generale dell’Opec, Abdullah al-Badri ha detto: "prevediamo di tagliare la produzione di una grossa quantita al prossimo vertice in calendario in Algeria per il 17 dicembre”.

Un incontro, quello di Algeri, che si annuncia particolarmente caldo e che vedrà la partecipazione straordinaria di Viktor Khristenko, ministro del petrolio della Russia (paese che non fa parte dell’Opec) ma che esporta circa 5 milioni di barili al giorno. Una presenza fortemente voluta da Iran e Venezuela che insistono per una maggiore cooperazione tra i paesi membri dell’organizzazione e i paesi non Opec (Russia, Norvegia e Messico) per trovare una strategia comune contro il calo dei prezzi del greggio.

Secondo il ministro iraniano del petrolio Gholam Nozari il mercato globale è sovrafornito di due milioni di barili al giorno. La soluzione iraniana sarebbe quella di diminuire la produzione di 1,5 milioni di barili al giorno. Il dibattito su quanti barili tagliare infiamma, dato che l’ Opec ha già tagliato due volte di seguito la produzione per un totale di 2 milioni di barili al giorno, portando la produzione giornaliera di petrolio a 27,3 milioni di barili.

Il mercato attende la decisione dell' Opec sulla produzione. Secondo gli esperti, l'Opec potrebbe ridurre la sua quota di ulteriori due milioni di barili al giorno per stabilizzare i prezzi intorno a un livello a loro gradito, intorno ai 70 dollari al barile. A fianco l' andamento settimanale del future sul petrolio dal 2005 ad oggi. Dopo aver oscillato tra 50 e 75$ nell' estate del 2007 è partita la forte speculazione sul petrolio, che ha portato le quotazioni fino a 147 dollari al barile. Da qui la discesa è stata a dir poco devastante, in meno di 6 mesi il prezzo del petrolio ha perso il 72%.

Il prezzo del petrolio, giovedì 11 dicembre, si impenna dopo le dichiarazioni del presidente russo Mevedev: la Russia potrebbe unirsi ai Paesi dell'Opec nel taglio della produzione di greggio e aderire all'organizzazione dei produttori. La notizia spinge il future sul petrolio con scadenza a gennaio sopre quota 47 dollari al barile, in rialzo del 9,77% mentre il Brent vola a 46,74 dollari in rialzo del 10,28%.

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