Il totale dei dividendi 2009 potrebbe ridursi a 17 miliardi di euro, quasi la metà rispetto dell' anno scorso, secondo stime soggette a variazioni. Per risparmiatori e investitori, alle prese con perdite in Borsa che oscillano tra il 40 e il 60%, la consolazione dei dividendi sarà magra. Di recente anche Fiat, seguendo l' esempio di Unicredit, Intesa Sanpaolo, l' Espresso e Seat Pagine Gialle, ha comunicato che non distribuirà cedole nel 2009. Se fossero confermate queste stime per il 2009, anche se da qui ai prossimi mesi il quadro potrebbe cambiare in modo sensibile, Milano sarebbe la Borsa con il più alto taglio di dividendi: in Europa il calo medio del totale dividendi sarebbe del 10%.Finora già cinque big hanno stretto i cordoni. Non è poco: è più del 10% dell'intero listino SP/Mib. L'anno scorso Intesa, UniCredit, Fiat, Espresso e Seat avevano elargito oltre 9 miliardi ai propri soci. Miliardi che mancheranno all'appello quest'anno. Grandi famiglie del capitalismo, fondi di private equity, investitori istituzionali o anche semplici piccoli risparmiatori rimarranno a mani vuote.
I sacrifici maggiori sono per i soci delle due principali banche italiane: Intesa Sanpaolo e UniCredit che quest'anno non pagheranno il dividendo in cash, ma in azioni. L' impatto sul totale dei dividendi è pesante: le due banche, con a Eni ed Enel, sono i maggiori distributori di ricchezza a Piazza Affari. Le due aziende energetiche pubbliche elargiranno, invece, cedole più ricche. A seguire Generali che dovrebbero staccare, secondo stime, oltre 1,2 miliardi, e, in quarta posizione, Telecom Italia.
«Le banche sono le aziende più a rischio per i dividendi quest'anno» sottolinea il responsabile dell'ufficio studi di una merchant bank milanese. Il consensus degli analisti stima zero dividendi per tutte le banche dell' indice SP/Mib, ma su questo fronte tutto è ancora possibile: Banca Mps, Bpm e Banco Popolare decideranno nei prossimi mesi se staccare o meno il dividendo.