La Fed, dopo la chiusura dei mercati, ha deciso che i risultati dello stress test condotti sulle maggiori banche statunitensi, saranno posticipati al 7 maggio. Questa decisione a mercati chiusi ci fa capire quanto sia temuto questo stress test. Intanto tra i dirigenti degli istituti e coloro che hanno svolto le analisi proseguono le discussioni sui risultati preliminari, che parlano di più di una situazione critica tra i gruppi esaminati. La presentazione dei risultati era inizialmente prevista per il 4 maggio.
Lo stress test, istituito dal Piano Geithner sul credito, è una simulazione mirata a verificare la capacità degli istituti di far fronte con i propri mezzi ad una crisi prolungata. In caso di bocciatura di una banca scatterebbero una serie di misure che vanno dalla ricapitalizzazione con un aumento di capitale fino all' intervento statale nel capitale. Le autorità di controllo e i funzionari delle banche sono preoccupati sul modo in cui verrà gestito il rilascio ufficiale dei risultati, perché gli istituti più deboli potrebbero rischiare di veder crollare il prezzo delle loro azioni in borsa. Tra le 19 banche figurano Citigroup, Bank of America, Goldman Sachs, Gmac Llc, MetLife e alcuni istituti finanziari regionali tra cui Fifth Third Bancorp e Regions Financial Corp, che rappresentano circa i due terzi degli asset e più della metà dei prestiti dell' intero sistema bancario statunitense.
Secondo Bloomberg i risultati preliminari degli stress test governativi hanno accertato che almeno 6 delle 19 principali banche americane hanno bisogno di nuovi capitali, tra cui Bank of America e CitiGroup.
Intanto sul settore bancario arriva un altro report negativo, da Jp Morgan: gli analisti della banca d' affari hanno tagliato le loro stime sugli utili nel 2009 e 2010 di Bank of America, Citigroup, SunTrust, U.S. Bancorp eWells Fargo, citando un rialzo dei costi creditizi unito a un calo della entrate provenienti dagli interessi sui prestiti. «Prevediamo che il deterioramento del credito persista, a causa della continua crescita del tasso di disoccupazione e la pesante flessione dei prezzi delle case», dice il report pubblicato venerdì, parlando di un «probabile incremento delle perdite creditizie sul breve termine nel settore immobiliare residenziale, delle carte di credito e delle costruzioni sul breve termine, e sul medio termine nel mercato immobiliare commerciale e industriale».
Attenzione quindi a questi dati che sicuramente muoveranno il mercato, ci aspetta una settimana molto volatile, dove le indiscrezioni sullo stress test indirizzeranno il mercato su o giù. E se i dati fossero molto brutti la discesa, dopo 8 settimane di salita potrebbe essere molto veloce.
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