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Nuove speculazioni sui mutui Usa

Wall street porge l' altra guancia ai mutui residenziali contratti dalle famiglie USA, cercando di sfruttare la crisi che si protrae da oltre due anni, alla ricerca di un profitto facile ed a basso rischio, o meglio lasciando ai contribuenti USA la maggior parte del rischio. Vediamo come funziona il tutto: Il processo inizia con un hedge fund o di un fondo di private equity che acquista da una banca in difficoltà un blocco di mutui critici, subprimes e non, a prezzi fortemente scontati (ad es. al 40% del nominale).

Successivamente ai proprietari è offerta una riduzione del debito residuo dei loro mutui (poniamo del 20 % del nominale) in cambio di un rifinanziamento in nuovi mutui garantiti da enti sponsorizzati dal Governo, come la Federal Housing Administration.

A questo punto, i nuovi mutui possono essere ancora rivenduti, a prezzi più elevati (non sono più, infatti, mutui “a rischio” grazie alla prima garanzia), ad un’altra entità garantita dal Governo, come ad esempio Ginnie Mae, che poi, a sua volta, li può rimpacchettare in altri titoli negoziabili, da piazzare facilmente ad altri investitori.

Da un lato, quindi, i proprietari di case beneficiano di una cospicua diminuzione del debito residuo, ed è questo formidabile incentivo l' unico lato positivo della vicenda. Dall’altro, però, questi fondi - non a caso definiti “vulture funds” (fondi avvoltoio) - realizzano ingenti profitti, scaricando i rischi finali sulle agenzie governative e quindi, in ultima analisi, sui contribuenti statunitensi.

L’ interesse in questo genere di operazioni è sicuramente elevato, come dimostrano i miliardi di Dollari che stanno muovendosi con l’ ausilio di intermediari che agiscono con la massima discrezione tra proprietari di case e funzionari delle agenzie governative, spesso inconsapevoli protagonisti del meccanismo.

Se, come detto, c’è qualcosa di buono nel fatto che venga alleviato l’ indebitamento di molti  proprietari di case, non può che lasciare quanto meno con l’ amaro in bocca il fatto che questi fondi riescano a realizzare enormi profitti di breve sfruttando la crisi ed in più, senza sobbarcarsi particolari rischi. E per ora, l’ opinione pubblica statunitense e lo stesso Congresso non sembrano preoccuparsene più di tanto.

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