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Hedge Fund: conti 2009 e previsioni 2010

Vediamo di tirare le somme di questo 2009 per l' industria degli Hedge Fund. Diamo uno sguardo ai numeri dei fondi di investimento italiani che, nonostante la salita dei listini borsistici, hanno chiuso la raccolta 2009 in rosso, dovuta ai riscatti dopo il fallimento di Lehman Brothers e alla truffa Madoff.

Se la raccolta di capitali è andata male, a pareggiare le cose ci hanno pensato le performance di fondi d' investimento che, grazie alla vigorosa salita dei mercati, sono state sicuramente ottime. In Italia addirittura il settore ha messo a segno i rendimenti migliori di sempre. L'Hfr FoF Index, indice rappresentativo dei fondi di fondi hedge mondiali, ha avuto un rendimento del 11,6 %. Performance più contenuta rispetto al mercato azionario mondiale che però, malgrado il +22,8% conseguito nel 2009, deve ancora ottenere un rendimento del 35,9% per pareggiare la perdita del 2008. Ai fondi hedge invece manca solo un 14% per azzerare completamente la perdita del 2008.

Un anno in chiaroscuro quindi. Male sul fronte della raccolta, molto bene su quello della performance. Come spiega l' amministratore delegato di Hedge Invest «la crisi ha messo molti operatori fuori gioco riducendo molto la competizione e lasciando sul campo solo i migliori, che hanno potuto sfruttare tutte le opportunità create dalle enormi dislocazioni di valore presenti in tutte le asset class dopo la crisi. E anche la riduzione delle masse in gestione, conseguenza di riscatti che si sono concentrati negli ultimi mesi del 2008, ci ha paradossalmente avvantaggiato. Oggi siamo ancora più flessibili e possiamo ottenere ottimi risultati, con una volatilità molto contenuta e soprattutto minimizzando i rischi grazie alla quasi totale assenza di leva finanziaria».

Ma come sarà il 2010 dei fondi hedge? Sul fronte della raccolta c'è stata una netta inversione di tendenza negli ultimi mesi e dalle prime settimane del nuovo anno arrivano indicazioni positive. Effetto forse dello scudo fiscale, che ha fatto rientrare in Italia 95 miliardi di euro negli ultimi mesi del 2009. Ma soprattutto della politica di bassi tassi di interesse adottata dalle banche centrali per far fronte al credit crunch, grazie alla quale un' enorme massa di liquidità è entrata nel mercato. Una situazione atipica che molti vedono come foriera di una nuova bolla speculativa. Per quanto anche gli stessi banchieri centrali abbiano ammesso il rischio però, non ci sono indicazioni che, almeno in Europa e Stati Uniti, si intenda rialzare il costo del denaro.

Segnali positivi quindi si annunciano per il 2010 anche dopo l' inaspettato assist ricevuto da Barack Obama. Il presidente americano ha recentemente annunciato l'intenzione di costringere le banche a ridurre l' attività di trading e imporre il divieto di investire in fondi speculativi. «Per il momento aspettiamo di capire in che cosa effettivamente si tradurranno queste misure ma non è escluso che queste possano avere un impatto positivo per l' industria degli hedge fund. Le banche sono i principali competitor nel trading. Un eventuale stop ridurrebbe inevitabilmente la concorrenza».

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