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Prezzo del petrolio tra barili reali e di carta

Torniamo a parlare delle quotazioni del petrolio, un argomento che avevo già trattato diversi mesi fà con l' articolo petrolio e speculazione. Come ricorderete nel luglio 2008 il prezzo del petrolio aveva superato i 147 dollari al barile e nel dicembre dello stesso anno era sceso fino a 30 dollari.Una bella corsa che ha convinto molti degli effetti della speculazione sull' oro nero. E che ha visto, proprio due anni fa, il ministro dell' economia Giulio Tremonti avanzare una proposta per combattere in Europa il rincaro dei prezzi del petrolio e delle altre materie prime: Applicare agli speculatori che si arricchiscono nel terreno Ue con il caro-prezzi delle commodities il trattamento riservato dagli anni 70 ai soggetti che operano sul mercato Ue senza rispettare le norme della concorrenza stabilite dal Trattato di Roma.

Un' impostazione a cui se ne sono aggiunte altre nel mondo delle commodity. Tra tutte quella di aumentare i margini dei depositi sui contratti future, per scoraggiare così l' attività di chi punta a comprare solo barili di carta.

I barili di carta che giocano un ruolo fondamentale nel definire il prezzo del petrolio, come dimostra uno studio realizzato da Kennet Medlock e Amy Myers. Il report sottolinea come alla borsa del petrolio abbiano sempre preso parte, seoondo una distinzione della Commodity Futures Trading Commission, due tipi di trader: i commercial e i non commercial. I primi sono i produttori e i consumatori di oil. Coloro che, se produttori-venditori, si coprono dalla volatilità dei prezzi vendendo allo scoperto i future sull'oro nero: quando il prezzo scende, controbilanciano la perdita sulle vendite fisiche con i guadagni sul derivato; quando il prezzo sale, perdono con il future e guadagnano con le vendite. Gli altri, i non commercial, scommettono solo sul barile di carta: prendono profitto sulle variazioni dei prezzi.

Questi ultimi nel 2002 rappresentavano circa il 20% del mercato dei future mentre adesso valgono il 50 per cento. I contratti aperti dai non commercial sono diventati un fattore rilevante nel determinare i prezzi. In generale dalla metà del 2003, cioè da quando le quotazioni hanno iniziato a salire, la media netta tra le posizioni degli speculatori è sempre stata in acquisto. E quando la loro quota sul mercato ha raggiunto il massimo il petrolio ha toccato il picco a 147 dollari. Domanda e offerta reale contano ancora, e molto. Tuttavia, è indubbio che la strategia di fondi, hedge fund e investitori finanziari si è ritagliata un ruolo di primo piano: nel caso del 2008 ha contribuito a portare i prezzi sempre più su, creando una bolla. Che, poi, è puntualmente scoppiata.

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