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La debolezza del dollaro

Gli esperti sono in gran parte d'accordo sul fatto che il dollaro rimarrà debole. Qualcuno fissa, per fine anno, un livello di cambio sull'Euro a 1,60. Altri, più prudenti, indicano un movimento laterale attorno a 1,50-1,51. Ma il trend di fondo è condiviso: il biglietto verde resterà debole; «sul lungo periodo -scrive Citi -le pressioni al ribasso resisteranno». Le divisioni nascono, al contrario, sul come e perché questo avvenga. Da una parte c'è chi ricerca le cause in "classici" fondamentali: il differenziale dei tassi tra Europa e Stati Uniti, il deficit o il debito Usa. Altri, invece, guardano più al contingente, ad alcune caratteristiche dei mercati finanziari legate alla crisi. In particolare, alla liquidità.

«La Federal reserve americana - sottolinea Fabrizio Quirighetti, capo economista di Banca Syz - per fronteggiare il credit crunch, sta sfruttando anche il cosiddetto quantitive easing, cioè acquista bond in dollari pagandoli sempre in dollari. La conseguenza di questa politica monetaria, a differenza di quella che sfrutta solo i tassi d'interesse, è un vero e proprio aumento dei volumi della divisa Usa, un surplus di biglietti verdi. Che, però, il mercato non riesce a digerire. Così, il dollaro si indebolisce». Il quantitave easing, tuttavia, è stato realizzato nel passato anche dalla Banca centrale del giappone: perché a Tokyo non ci fu svalutazione dello yen? «Perché - risponde Quirighetti - gli operatori erano sempre interni a quel mercato. Il credito iscritto nel bilancio della Bank of Japan, in corrispondenza delle obbligazioni comprate dalla Banca centrale, era sempre "intestato" a istituti finanziari giapponesi. In questa situazione l'effetto sui cambi con le altre valute non si sente, o si sente di meno». Negli Usa, al contrario, «il debito è in gran parte nelle mani degli investitori stranieri che, in questo momento, non vogliono sentire» troppo l'odore dei dollari. «Non è un caso - tiene a specificare Quirighetti - che l'altra moneta che scende in questo periodo è la sterlina. Anche lì, la Bank of England è l'istituto centrale che ha fatto pieno uso del quantitave easing». Insomma, la liquidità viene fatta aumentare per fronteggiare la crisi; ma la liquidità, quasi non più strumento bensì una variabile a sé stante, cerca la diversificazione, va in caccia di altri rendimenti e si dimentica del dollaro.

«Nell'ultimo report dell'Fmi - aggiunge Bill Witherell, capo economista di Cumberland avdisors - è indicato implicitamente che le banche centrali sono riluttanti ad aumentare le loro riserve nella divisa Usa e, lentamente, si indirizzano verso altre monete. Ovvio che», come peraltro dimostrato dall'ultimo dato della Banca centrale cinese nel periodo luglio-settembre, «l'abbandono dell'America non può avvenire hic et nunc: gli stessi asset miliardiari in dollari, iscritti nei bilanci degli istituti finanziari, si svaluterebbero. Ma il trend sembra definito». «Anche perché -aggiunge Witherell - diversi paesi, produttori e consumatori di petrolio (gli stati del Golfo persico, Cina, Russia, Giappone e Francia), avrebbero discusso della possibilità di sostituire il dollaro con un basket di monete, nelle transazioni del petrolio. Di nuovo, però, lo scenario non è immaginabile nel breve periodo».

Che la liquidità sia, in questo momento, una variabile comunque da tenere d'occhio è peraltro dimostrato dall' andamento delle quotazioni dell' oro. «Nel secondo trimestre del 2009 - spiega Rozanna Wozniak, investment research manager di World gold council - la cosiddetta "investment demand", cioè l'investimento sull'oro inteso come asset finanziario, pesava per 31% della domanda totale di lingotti, contro il 19% dello stesso periodo del 2008». Ciò vuol dire che, o con finalità di diversificazione o di speculazione, anche nel mondo del metallo pregiato la liquidità assume di per se stessa un ruolo sempre maggiore nel determinare le quotazioni. Il tutto a scapito, ovviamente, della domanda finalizzata all'utilizzo reale, industriale o per le gioellerie, dei lingotti.

Al di là di questi aspetti, c'è chi sottolinea motivazioni più "classiche". «Nel breve periodo - afferma Ronny Hamaui, docente di mercati monetari internazionali alla Cattolica - il calo del dollaro è dovuto al differenziale d'interessi. In particolare, è il carry trade: molti investitori vanno short sul dollaro e investono sull'euro». «Certamente ci sarà anche questo - dice Quirighetti - Però, la differenza tra i tassi Bce (all'1%, ndr) e quelli della Fed (di fatto a zero, ndr) non mi sembra tale da giustificare così ampi spostamenti sui mercati monetari». Su questo fronte, peraltro, molti si domandano quali le strategie sul costo del denaro al di qua e al di là dell'oceano Atlantico. «Il presidente della Bce - dice Quirighetti - è molto focalizzato sul tema dell'inflazione. È probabile che il tasso di crescita dei prezzi al consumo, con la salita delle quotazioni del petrolio e dell'inflazione core, a inizio del 2010 si attesti sul 2 per cento. Un evento che, quasi in automatico, porterà l'Eurotower a rialzare il costo del denaro. In quel momento sì, che l'Euro potrebbe salire sul differenziale dei tassi». Certo, bisognerà vedere se Ben Bernanke, capo della Fed, manterrà l'easy money. Se ciò accadrà, il dollaro si terrà stretta la sua debolezza. Ma la speranza è che, come accaduto nel recente passato, le banche centrali coordino le loro azioni.

Più sul lungo periodo, invece, «incidono il debito - dice Hamaui - e il deficit commerciale americano. Quest'ultimo in particolare, come sappiamo, è elevato: viaggia verso il 3% del Pil. Ora il mantenimento di un biglietto verde debole nei confronti delle altre valute è essenziale per sostenere l'export americano». Washington, evidentemente, ha tutto l'interesse a lasciare proseguire la scivolata della sua moneta verso il basso: una situazione che sposta gli scenari competitivi. «Il problema per l'economia di Eurolandia - aggiunge Quirighetti - non sarebbe tanto un livello dell'Euro più alto. La moneta unica europea a 1,60 sul dollaro l'abbiamo già sperimentata e l'industria del Vecchio Continente non è andata in frantumi. La vera questione è, soprattutto in un momento di crisi come l'attuale, la velocità con cui si passa dalle quotazioni di oggi ad altre più elevate. Se la salita sarà graduale non avremo grandissimi problemi». Il mondo, insomma, continuerà ad esistere. «Se, al contrario, il balzo dell' Euro sarà troppo repentino le industrie europee soffriranno, e molto».

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Crisi in Giappone: Pil -12,7%

L' economia giapponese è la più colpita tra quelle delle nazioni industrializzate. Nell' ultimo trimestre 2008 il prodotto interno lordo del Giappone è calato tre volte più di quello americano: meno 12,7% su base annua, meno 3,3% reale. Il terzo declino consecutivo trimestrale segnala un peggioramento della recessione, tanto che oggi il ministro delle politiche economiche ha parlato della «crisi peggiore dalla seconda guerra mondiale».

In autunno il Giappone sembrava potesse emergere vincitore tra le turbolenze internazionali, con le sue grandi istituzioni finanziarie pronte a raccogliere pezzi di Wall Street, da Morgan Stanley a Lehman Brothers. La crisi è arrivata anche a Tokio, colpendo il commercio internazionale e il mercato valutario, il Forex, fondamentali per una economia molto dipendente dai mercati esteri come è quella giapponese. Il calo della domanda internazionale di prodotti nipponici è stata forte e improvvisa: non a caso la contrazione del Pil è in grandissima parte attribuibile al crollo delle esportazioni, scese del 13,9% nel trimestre. Una caduta in parte imputabile anche al rafforzamento dello yen: il precedente periodo di espansione era stato favorito da uno yen debole, ora l' ascesa della divisa nipponica sul Forex aggrava la congiuntura sfavorevole e allontana le prospettive di una ripresa. Di seguito i grafici Forex mensili dei cambi euro/yen e dollaro contro yen degli ultimi 14 anni, da dove ben si nota la rivalutazione dello yen. Sullo spot Eur/Jpy la discesa è stata quasi verticale.







La crisi subprime ha portato alla chiusura del differenziale dei tassi tra Giappone e le altre economie avanzate: gli investitori hanno dovuto ritirarsi precipitosamente dal carry trade con cui prendevano a prestito yen per investirli in strumenti esteri a più alti rendimenti, mentre la necessità di coprire precarie posizioni altrove ha obbligato gli operatori stranieri a una fuga dalla Borsa di Tokio.

Le previsioni degli analisti vedono un calo del Pil a doppia cifra anche nei primi tre mesi del 2009. Il governo ha segnalato la possibilità di reagire con un programma di nuove spese per 20 mila miliardi di yen, circa 173 miliardi di euro, in aggiunta ai pacchetti precedenti che includono nel bilancio statale oneri addizionali per 12 mila miliardi di yen.

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Taglio dei tassi per Bank of England

La Banca Centrale Inglese ha tagliato i tassi di interesse di altri 50 punti base, portando i tassi d' interesse della BoE all' 1 %: il minimo assoluto dalla nascita della Banca d' Inghilterra (BoE) nel 1694, dopo essere scesi per la prima volta sotto la soglia del 2% in gennaio. Da ottobre la BoE ha ridotto complessivamente i tassi di 400 punti base. Guardiamo come ha reagito lo spot Eur/Gbp nel mercato del Forex.

Di seguito il grafico daily del cambio euro sterlina. Una volta violati gli 80 centesimi di sterlina, 80 pence per euro, da fine ottobre sotto la spinta dei tagli dei tassi d' interesse l' euro si è apprezzato, arrivando quasi alla parità a 0,98 pound per euro. Da lì è partito il ritracciamento, fermatosi a 0,885. Molto importante potrebbe essere la giornata di domani, il cambio oggi ha reagito al taglio dei tassi con una performances negativa, portandosi al di sotto di area 0,884. Se domani non rivedremo le quotazioni sopra tale livello sarà probabile assistere ad un' ulteriore calo dell' euro. Viceversa nel caso in cui domani le quotazioni torneranno sopra 0,884 allora la violazione va considerata un falso segnale, e proseguirà la fase laterale tra 0,885 e 0,905. Segnale short quindi sul Forex spot eur/gbp: Stop loss sopra 0,885.

La Bce ha invece lasciato invariato il tasso d' interesse al 2 per cento, dopo avere tagliato in gennaio 50 punti base e in precedenza a dicembre di 75 p.b. I tassi di interesse nell' area Euro potrebbero essere tagliati a marzo. Ad anticiparlo il presidente della BCE, Jean-Claude Trichet nella consueta conferenza stampa dopo la riunione dei banchieri centrali. Il presidente dell' Eurotower ha comunque parzialmente smorzato i toni, spiegando che la Banca centrale europea non si è impegnata in alcun modo per quanto riguarda la decisione sui tassi al prossimo consiglio di marzo. Trichet ha quindi ribadito che non deve essere considerato il livello minimo e che «tassi di interesse a livello zero in questo momento non ci sembrano appropriati». Un eventuale taglio, comunque, potrebbe essere più vicino al quarto di punto percentuale che al mezzo punto, ha precisato il presidente della Banca centrale europea in risposta alle domande dei giornalisti.

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Le commissioni nel Forex: Lo spread

Quando si parla di Forex su internet leggo sempre che non si paga nessuna commissione per comprare o vendere le valute. Ma come??? Questo gran parlare del Forex, broker di qui broker di là, ForexYard, EToro, Fineco, IWBank, AvaFx, CkFx, Activetraders, SaxoBank, Fxclub, solo per dirne alcuni, e poi scopro che non ci sono commissioni? Strano no? Mi spiego, questi fanno a cazzotti per nuovi clienti e poi non ci guadagnano un euro???

No no... Ci guadagnano e come! Con la scusa che non si pagano commissioni vi invogliano ad aprire il conto, ma poi le commissioni ve le fanno pagare, eccome! Certo non vi dicono che sono commissioni, parlano di spread, 2 pips, 3 pips, 4 pips, 10 pips... Ma alla fine sempre commissioni sono. Facciamo un pò di chiarezza:

I broker si occupano di eseguire sul mercato gli ordini di acquisto e vendita per conto degli investitori. Sul Forex il guadagno dei broker si fonda sullo spread bid/ask, cioè sulla differenza che in ogni momento c' è tra il prezzo di vendita e quello di acquisto delle valute. La differenza tra bid e ask, denaro e lettera, viene "misurata" in pips. Un pips equivale allo 0,01% del nostro investimento. Di solito le valute con i minori spread sono euro, dollaro, sterlina e yen. Si parte da un minimo di 2, a volte 1,5 fino a 3-4 pips su queste valute, a secodno del broker più o meno caro. Ma gli spread, che possiamo considerare alla stregua delle commissioni, grazie ai quali i broker guadagnano, possono aumentare vertigginosamente su altri cambi meno liquidi. Come ad esempio in Fineco sul cambio USD/ZAR i pips sono addirittura 175. Rendendo sicuramente meno appetitibili questi cambi.

Quindi nel Forex le commissioni, seppur basse ci sono: in particolare si parla di spread bid/ask, invece che di commissioni, ma alla fine sempre soldi sono. Faccio un esempio:
Mettiamo che il cambio euro/dollaro quoti 1,3000 bid e 1,3003 ask. Aprendo una posizione long noi compriamo euro e vendiamo dollari al prezzo ask, cioè a 1,3003. Se subito dopo vendiamo a mercato, il prezzo dell' eseguito risulta essere la quotazione bid, cioè 1,3000. Abbiamo perso lo 0,03% anche se il cambio è rimasto invariato, ecco le commisisoni di cui parlavamo.

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Volatilità sul Forex Eur/Yen, rischio od opportunità?

Parliamo di Forex, voglio cercare di farvi capire come sia pericolosa la volatilità, che da qualche mese ha preso di mira tutti i mercati compreso il Forex. Questo che vi porto è un esempio in cui sono stato "fortunato". Cosa che non sempre succede. Volatilità, rischio od oppurtunità? Senz' altro RISCHIO. Ma vorrei farvi capire come sia rischioso operare sul Forex. Prima di tutto due consigli per operare sul Forex:

- Mai mettersi contro il trend, in momenti di forte volatilità e con le leve molto alte che vengono spesso usate nel Forex, mettersi contro trend 8 volte su 10 porta ad una perdita;
- Proteggetevi sempre con uno stop loss, prima di aprire una posizione decidete quanto siete disposti a perdere e piazzate lo stop loss subito.

Ora il mio caso che ha dell' ironico, ma pensate se avessi aperto la posizione nell' altro verso.
Mentre osservavo il cambio euro conto yen decido di impegnare 600 euro, in leva 50, per aprire una posizine short sul cambio Eur/Yen. Apro così 3 mini lotti, per un totale di 30000 euro. Tempo due secondi mi chiamano al telefono e rispondo.
" Ciao come stai?" e bla bla... Dopo poco mi giro verso lo schermo e.. Pam Eur/Yen è crollato. Vengo letteralmente preso alla sprovvista, avevo lasciato lo schermo 30 secondi prima con il cambio a 114,13 mi giro e vedo i numeri che scendono e salgono all' impazzata, corro quindi a chiudere la posizione con un ordine a mercato. A fianco trovate i due eseguiti, date un occhiata agli orari.

Tra la vendita e la ricopertura sono passati solo 41 secondi. In 41 secondi ho guadagnato 145 euro, che su un capitale di 600 euro sono un 24% circa. Capite quanto sia grosso il rischio con questa volatilità? Pensate se invece che short ero long, vedere il capitale investito ridotto del 24% in 41 secondi non è una cosa molto bella.

Per questo vi dò un consiglio, i facili guadagni non esistono. L' uso spropositato della marginazione, la famosa leva finanziaria, sommato alla forte volatilità sono un mix esplosivo. Può andarvi bene due tre volte, e vi fate un bel gruzzoletto, ma se non sapete bene quello che fate, se non siete esperti in quel mercato, ad esempio il Forex, se non mettete lo stop loss, vi farete molto molto male, rischiando di perdere il vostro capitale in pochi giorni. Fatevi due conti, scegliete una leva giusta per vivere l' investimento con serenità e con rischi inferiori.

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Bank of England taglia i tassi

La Banca d'Inghilterra ha ridotto i tassi di interesse di altri 50 punti base portandoli all' 1,5%: un livello mai toccato negli oltre 300 anni di storia di Bank of England. La banca centrale ha spiegato che con i tassi al 2% il rischio di una discesa dell' inflazione sotto il tasso obiettivo del 2% sarebbe stato significativo. Il mercato del Forex ha risposto con un calo sul cambio Eur/Gpb di più di 1% nel giro di pochi minuti, salvo poi recuperare il terreno perduto e chiudere in area 0,90 sterlina per euro.

La riduzione è l'ultima in una serie di tagli che hanno portato i tassi inglesi dal 5,75% di metà 2007 fino al 1,5% di oggi. Misure drastiche per combattere il credit crunch e rimettere liquidità su un mercato in cui rimane ancora insufficiente.Le previsioni del mercato erano quasi equamente suddivise tra una riduzione di soli 50 punti base e una di 75 centesimi. Secondo gli analisti possibile un nuovo taglio del costo del denaro fin sotto l' 1%.

Per questo si moltiplicano le ipotesi di altri interventi incluso il ricorso all' immissione di nuova valuta. La "stampa" di altri pound è operazione controversa che banca Centrale e Tesoro devono adottare insieme. Il timore è che la Gran Bretagna stia lentamente entrando in una fase di deflazione, simile a quella vissuta dal Giappone negli anni Novanta. Quando Tokio inniettava liquidità con nuova cartamoneta per riassestare il quadro economico. Londra si interroga se questa sia davvero la prospettiva necessaria.

Nel mercato del Forex euro ancora debole, sulle attese di un nuovo taglio dei tassi d' interesse.

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Euro debole, attese per un nuovo taglio dei tassi

Rimane alta la volatilità sul Forex nelle prime sedute del 2009. L' euro accusa il colpo delle attese su un nuovo taglio dei tassi da parte della Bce, per rilanciare l' economia della zona euro, dopo i dati su inflazione e attività del settore manifatturiera e dei servizi (Pmi). La moneta unica, in questi primi giorni dell' anno, ha infatti perso sia contro il dollaro che contro la sterlina, toccando minimi rispettivamente a 1,332 (eur/usd) e 0,902 (eur/gpb).

Il taglio dei tassi da parte della Bce è atteso nella riunione del prossimo 15 gennaio: i motivi?
- L' inflazione, ai minimi degli ultimi due anni, in dicembre è scesa al' 1,6% su base annua.
- L' indice Pmi, sempre per l'ultimo mese del 2008 ha raggiunto invece il minimo storico.

Di seguito le opinioni di alcuni operatori del mercato:
“L'inflazione è scesa sotto l'obbiettivo della Bce in dicembre, e l'inchiesta sul sentiment dei direttori d'acquisto danno argomenti convincenti in favore di un nuovo ribasso dei tassi Bce”, stimano gli economisti dell' istituto Global Insight.
“Il nuovo netto rallentamento dell'inflazione nella zona euro, combinata con la conferma che l' indice Pmi continua a peggiorare, sostiene la nostra idea che la Bce ridurrà i suoi tassi d'interesse a 0% quest'anno”, hanno indicato invece quelli di Capital Economics.

Il tasso Bce è attualmente fissato a 2,50%. Il vice presidente della Banca Centrale Europea, Lucas Papademos, non esclude nuove riduzioni del tasso di interesse, se la situazione europea dovesse peggiorare. Secondo Papademos la ripresa nell' area Euro non avverra' prima dell' inizio del 2010. Ci sono attese anche per un' ulteriore riduzione dei tassi della Banca d' Inghilterra che deciderà sulla politica monetaria giovedì. L' attuale tasso Boe è 1,5%.

Dollaro forte, invece, nella speranza che l' economia americana ricominci a viaggare con il piano di stimolo fiscale del nuovo presidente Obama. Attenzione al dato di venerdì, il Non Farm Payroll (la variazione del numero di occupati del settore non agricolo), che secondo stime non sarà positivo. Obama tempo fa aveva messo in guardia i mercati annunciando che l' indicatore sarebbe stata una doccia fredda per i mercati.

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Forex - Eur/Usd

Riprendiamo l'analisi sul cambio eur/usd di qualche giorno fa. Dopo vari test alla media a 21 e alla trend line ribassista oggi il cambio euro dollaro si è deciso a rompere queste resistenze, facendo un +2,66% e portandosi a 1,293 vicino alla resistenza 1,30 dollari contro euro. Eur/usd si trova ancora in fase laterale dentro al rettangolo blu, ma quello di oggi è un bel segnale di forza, oltretutto l' Rsi è in divergenza. Usando la Teoria di Elliott se consideriamo questo ribasso come un onda correttiva si può pensare che il ribasso sia, almeno per il momento, arrivato alla fine, notiamo infatti come onda A sia uguale ad onda C, se invece lo interpretiamo come impulso allora saremmo in onda 4 e ci aspettano nuovi minimi. Manteniamo quindi tutti e due i conteggi e proteggiamoci con stop loss.

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I livelli chiave, per il Forex spot eur/usd, sono ora 1,30 e lla resistenza dinamica rappresentata dal canalone rosso che ha accompagnato il crollo da 1,60 dollari per euro.

- Per chi fosse già dentro alla rottura di 1,30 può incrementare, alzando lo stop profit appena sotto 1,30.
- Per chi fosse fuori aspettare rottura di 1,30 e conferma della tenuta del livello. Entrare Long con stop sotto 1,30.

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Analisi cambio euro dollaro

Situazione interessante sul cambio euro dollaro, dal doppio massimo a 1,60 siamo scesi fino a 1,23 euro. Da qui dopo un piccolo rimbalzo ha iniziato ha lateralizzare tra 1,25 e 1,30.
Da notare anche come il cambio sia stato più volte respinto dalla media a 21 giorni. Usando la Teoria di Elliott se consideriamo questo ribasso come un onda correttiva si può pensare che il ribasso sia, almeno per il momento, arrivato alla fine, notiamo infatti come onda A sia uguale ad onda C.
Per saperne di più sulla Teoria di Elliott leggi la guida di TradingMercati. Leggi la guida.

Gli spunti operativi possono essere i seguenti:

- Long alla rottura della media a 21 e della trend line rossa per puntare a 1,30. Arrivati ad 1,30 se rompe al rialzo incrementiamo il Long con stop loss stretto dell'intera posizione sotto 1,30, se invece viene respinto dalla resistenza ad 1,30 allora si vende incassando il gain.

- Si aspetta la rottura di 1,30 per entrare Long, e mettimao lo stop sotto 1,30.

- Nel caso in cui il rettangolo venga rotto al ribasso short sotto 1,25 con stop a 1,25. Arrivati a 1,23 se scende sotto si incrementa e spostiamo lo stop profit a 1,23.

Se non sai cos'è il Forex o su quale mercato vengono negoziati i cambi valutari leggi qui.
Buon Trading. Spazio ora ai vostri commenti.

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Forex, Definizione

Il Forex, Foreign Exchange market, creato nel 1973, è il mercato internazionale dei cambi, oggetto dello scambio sono quindi i soldi, si compra/vende una moneta contro un’altra. Il tasso di cambio rappresenta il meccanismo con cui si stabilisce il valore di una valuta in termini di un’altra. E’ il mercato più grande in assoluto con volumi giornalieri di scambi che si aggirano intorno a 1.8 trilioni di dollari, sul quale operano banche, aziende, broker, banche centrali e hedge fund. Tutte queste transazioni sono gestite da ogni parte del mondo 24 ore al giorno 5 giorni alla settimana, le contrattazioni aprono la domenica alle 23 e chiudono il venerdì sera alle 23. Gli scambi avvengono per lotti standard da 100.000$/euro o minilotti da 10.000$/euro.

Alla base di questo mercato stà il fatto che qualsiasi transazione economica che coinvolga due operatori di nazionalità diversa deve passare attraverso l'acquisto e la vendita di valuta. Ad esempio se un investitore inglese vuole comprare titoli di stato americani, dovrà comprarsi i dollari necessari vendendo le sue sterline. Nel corso degli ultimi venti anni il ruolo della speculazione pura, slegata dai flussi commerciali, ha assunto rilevanza sempre crescente, al punto che oggi circa il 90% delle transazioni su questo mercato sono di natura speculativa, come ad esempio il carry trade.

I fondamentali
Il valore di una valuta è legato alla situazione economica del paese. Le variabili che influenzano in misura maggiore il mercato FOREX sono:
- I tassi di interessi: più alti i tassi di interessi applicabili da una valuta, più sarà conveniente detenerla e quindi più alto sarà il suo valore.
- Il tasso d'inflazione: tendenzialmente un tasso d'inflazione crescente prelude ad un rialzo dei tassi di interessi, e almeno nel breve periodo ad un tendenziale apprezzamento della valuta.
- Il tasso di crescita PIL: una crescita economica sostenuta fa crescere il valore e l'appetibilità della valuta.
- Il deficit commerciale: se un paese ha un alto deficit, significa che nel suo complesso il paese sta importando di più di quello che esporta, ovvero deve acquistare più valuta straniera (per pagare questo eccesso) rispetto a quella che vende per farsi pagare le esportazioni. Il valore di tale valuta tendenzialmente scende.
- Stabilità socio-politica del paese.
Ciascun dato economico va comunque analizzato all'interno del contesto economico generale ed in relazione alle aspettative del mercato.

Quali sono i vantaggi del trading sul forex?
Tra i vantaggi di operare sul Forex si annoverano: la leva finanziaria, l'alta liquidità del mercato azionario, l'inesistenza di commissioni dato che si paga solo lo spread bid/ask, per sapere cos'è vai in fondo all'articolo. L’alta liquidità rende il forex il mercato meno manipolabile al mondo, poiché nessuno possiede una somma sufficiente per portare i prezzi dove vuole. Inoltre le notizie rilevanti sono disponibili a tutti nello stesso momento a differenza del mercato azionario. Le informazioni riguardanti un paese e le sue performance economiche e i dati macroeconomici nazionali sono infatti divulgati contemporaneamente in tutto il mondo, e ogni operatore ne viene a conoscenza nello stesso momento.

Tassazione in Italia
I proventi derivanti dal trading sui mercati valutari, sono tassati solo se le valute acquistate sono tenute oltre i 7 giorni lavorativi prima di venderle e se il loro importo supera i 51.645,69 euro. Per questo motivo, la tassazione di tali attività in Italia è pressoché inesistente in quanto si usa nello stesso giorno chiudere e riaprire le posizioni, in modo da far cadere il vincolo dei 7 giorni richiesti dalla Legge per far scattare la tassazione.

Per chi non lo sapesse: Il bid/ask spread è la differenza tra i prezzi alla quale una banca od un market maker è disposto a vendere ("ask", o "offer") ed il prezzo al quale un market maker è disposto a comprare ("bid") da un cliente. Questo spread è minimo per coppie di valute molto scambiate, ammontando solitamente a soli 1-3 pip. Ad esempio, il rapporto bid/ask tra EUR/USD sarebbe 1,2200/1,2203.

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Il rimbalzo continuerà?

Finalmente il rimbalzo sui mercati USA è arrivato. I motivi per questo rialzo a doppia cifra possono essere diversi: il vicino e atteso taglio dei tassi, delle ricoperture e probabilmente qualche hedge fund che ha finito (per il momento) di liquidare azioni sul mercato(vedi questo articolo per saperne di più). Ora bisogna vedere se questo durerà, per saperlo ovviamente dovremo aspettare le 14.30.

Intanto godiamoci questo rimbalzo su Piazza Affari, tenendo presente che l'orso è sempre dietro l'angolo, sfruttiamo il rimbalzo per fare operazioni di breve o per chiudere posizioni su quei titoli in cui eravamo rimasti "intrappolati". Non fatevi però trovare impreparati quando torneranno i venditori, proteggersi con stop loss è d'obbligo.

Per capire se questo rimbalzo avrà un seguito diamo uno sguardo al VIX, il volaty index del SP500, il cui andamento è inversamente proporzionale a quello del mercato, infatti un aumento del VIX comporta una maggiore volatilità e quindi nuovi minimi.
Per ora ci troviamo ancora su valori mai visti in precedenza, sopra un linea di trend che supporta il trend da settembre, una violazione di questa potrebbe portare un pò di tranquillità sui mercati e una fase di rialzo. Guardando agli indicatori, sul MACD c'è un doppio massimo in costruzione, in divergernza con il grafico del VIX che ha segnato invece nuovi massimi. RSI si mantiene sopra 50 dall'inizio della salita.
Tirando le somme il VIX non ci dà ancora un segnale di inversione della volatilità, ma i presupposti ci sono tutti, il MACD in divergenza sostiene la nostra ipotesi, se la trend sarà violata e l' RSI andrà sotto 50 avremo il segnale di inversione.

Oltre al VIX, non scordiamoci che il rimbalzo può avvenire solo se gli hedge fund abbiano, almeno per il momento, conluso le loro liquidazioni. Facciamo quindi attenzione al mercato valutario, prendendo ad esame per esempio i cambi EUR/JPY e EUR/USD. Il segnale positivo lo avremo solo con un rafforzamento dell'euro contro le altre due valute, cosa che stà accadendo. Ciò sta a significare che i fondi di investimento hanno momentaneamente smesso di chiudere i debiti da carry trade.
Per lo yen il primo obbiettivo potrebbe essere il 38% di Fibonacci in area 135 yen contro euro. Mentre per il dollaro area 1,35-1,37 potrebbe essere il primo obbiettivo. Sul grafico EUR/USD ho messo anche il mio conteggio di Elliott, le possibilità sono due:
- I. La discesa a cui abbiamo assistito era un ABC che si è concluso con onda A uguale ad onda C, e partirà quindi un nuovo impulso.
- II. Siamo appena entrati in un onda 4 di un impulso, ci aspettano allora nuovi minimi.
Vedremo...

Conclusioni
Poniamo quindi l'attenzione su queste variabili per farci un'idea se il rimbalzo potrà continuare o meno: VIX, cambio dell'euro contro dollaro e yen, oltre ovviamente agli indici USA che guidano il mercato. E cosa più importante non facciamoci prendere da un'ondata di ottimismo, meglio restare coi piedi per terra e ponderare bene i nostri investimenti.

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Carry Trade sulle principali valute, EUR/JPY e EUR/CHF

Segue dall'articolo Hedge Fund in profondo rosso. Come detto la necessità di liquidità ha costretto i fondi a liquidare assett andando poi a ricomprare la valuta con cui si erano indebitati. Le valute usate per il carry trade sono principalmente lo yen, il franco svizzero ed il dollaro. Diamo uno sguardo quindi ai grafici (mensili) dei cambi di queste valute rispetto all'euro. Si nota facilmente come esse tendano a convergere e come l'euro abbia subito nelle ultime 3 settimane una forte svalutazione. Questo ci fa capire come la situazione dei fondi sia grave e come questa tecnica speculativa sia usata.

Allora partiamo dal cambio euro contro yen, che è il più usato per la tecnica già citata. Solo nell'ultimo mese l'euro si è svalutato del 20%. Andando a contatto con il 61,8% di Fibonacci. Vediamo se questo livello terrà e la reazione partita durante la giornata di venerdì "evolverà" in rimbalzo tecnico o se spinto dai fondi di investimento l'euro continuerà a scendere.

Anche contro il franco svizzero l'euro a subito una forte svalutazione andando a contatto coi minimi di settembre 2001. E anche qui venerdì è partita una reazione in intraday. Vedremo...

Per il cambio EUR/USD abbiamo fatto questa analisi pochi giorni fa da dove ben si coglie il discorso che abbiamo fatto sui fondi di investimento e sul carry trade.

Non sai cos'è il carry trade? Qui viene spiegato.

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Forex Spot, Analisi EUR/USD

Ultime sedute all'insegna del ribasso per il cambio euro/dollaro, che ha centrato il primo obbiettivo, che avevo indicato in questo post, a 1.29.
Diamo ora uno sguardo alla situazione mensile e aggiorniamo anche il grafico settimanale.

Partiti da 0.84 nel 2002 l'euro si è rafforzato costantemente, dentro al canale arancione, fino ai massimi a 1.60 dove il doppio massimo (di aprile e luglio) ha spinto i prezzi al ribasso.
La correzzione, molto molto violenta trova forse spiegazione nel bisogno di liquidità degli Hedge Fund. Pratica comune degli Hedge Fund è infatti il carry trade, in pratica questi fondi di investimento si indebitano verso le valute che hanno un basso tasso, come ad esempio il franco svizzero, lo yen e in questo momento il dollaro, per poi investire questo denaro in assets più remunerativi.
In questo momento quindi gli Hedge Fund per far cassa vendono i loro assets ricomprando le valute che avevano venduto, chiudendo quindi i carry trade e spingendo al rialzo dollaro, yen e franco svizzero.
Sul grafico ho segnato alcuni livelli che potrebbero fare da supporto tra cui 1.249 e 1.22 che è il 50% di Fibonacci.

Guardiamo ora al settimanale, di cui avevamo già fatto un ampia analisi al post linkato sopra. Il minimo toccato stamani a 1.272 coincide pressapoco con il targhet che ci dà la Teoria di Elliott se contiamo la correzione partita da 1.60 come un ABC correttivo con onda A uguale ad onda C, come spesso, ma non sempre, accade. Questo ovviamente non è l'unico conteggio possibile e come detto sul mensile possibile che si scenda ancora fino a 1.25 e poi a 1.22.

In questo momento non consiglio un entrata, mentre per chi avesse seguito il consiglio di entrare short a 1.34 può tenere la posizione mettendo però stretti take profit.

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Forex Spot EUR/USD

Diamo oggi uno sguardo al cambio EUR/USD su frame settimanale.
Il doppio massimo da manuale di fine luglio ha avviato il cambio nostrano ad un rapido declino fin sotto il targhet minimo del doppio massimo, poi in area 1.39 è partito il ritracciamento fino a 1.485 quando sono ritornati i venditori.
Attualmente siamo a 1.34 euro contro dollaro, due i supporti su cui si potrebbe fermare: 1.29 e 1.25.

Applicando le basi della teoria di Elliott, se questo movimento partito da 1.60 fosse un movimento correttivo ABC allora poichè l'onda A spesso ha dimensione uguale all'onda C il targhet approsimativo che mi viene è proprio 1.29, che coincide con uno die supporti sopra elencati.
Se invece il movimento partito da 1,60 fosse un movimento impulsivo allora ora ci troveremmo in onda 3 e si potrebbe andare più giù.

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